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L’ Umbria , posta nel cuore d' [l]Italia[/l] è una tra le più piccole regioni italiane e l'unica a non avere confini esterni, terrestri o marittimi, è anche l'unica dell'Italia peninsulare, a non essere bagnata dal mare.
Il territorio è prevalentemente montuoso e collinare e presenta un'esigua porzione di territorio pianeggiante. La regione offre una grande varietà di paesaggi attraverso il susseguirsi di vallate, catene montuose, altipiani e pianure, che costituiscono la caratteristica geografica dominante.
La regione venne abitata in epoca protostorica dagli Umbri e dagli Etruschi. Nel 672 a.C. viene fissata la leggendaria fondazione di Terni. Nel 295 a.C. dopo la battaglia di Sentino fu conquistata dai Romani.
Il territorio della regione, dopo la fine dell'impero romano vide le lotte tra Ostrogoti e Bizantini e la fondazione nella parte orientale della regione del longobardo ducato di Spoleto.
Più tardi, Carlo Magno conquistò la maggior parte dei domini longobardi e li cedette al Papa. Le città conquistarono una certa autonomia e furono spesso in guerra tra loro, inserendosi nel più generale conflitto tra papato e impero e tra Guelfi e Ghibellini. Nel XIV secolo nacquero diverse signorie locali che furono quindi assorbite dallo Stato Pontificio, sotto cui la regione rimase fino alla fine del XVIII secolo.

L’ Umbria è come un piccolo scrigno: borghi di pietra che sembrano autentici presepi. rocche e castelli raccolti sui colli; conventi immersi nel verde, come sospesi in un antico silenzio ... sono questi i gioielli di questa regione.
Tra le fermate obbligatorie: la basilica di San Salvatore alla periferia della Spoleto medievale, il tempietto sul Clitunno ( V secolo) e la chiesa di Sant’Angelo a Perugia.
Per i fedeli di San Francesco, tappa immancabile è Assisi, alla chiesetta di San Damiano, all’Eremo delle carceri, alla Porziuncola ed alla maestosa Basilica. Assolutamente da non perdere Gubbio, Todi, Orvieto, con il suo bellissimo duomo, la cascata delle Marmore, creata artificialmente dai romani nel 271 a. C.,definito uno degli angoli più suggestivi della penisola.

Piccola regione, ma grandi sapori.
In tavola si va da portate di pesce di acqua dolce (tegamacci di anguille e persici) al fiore all’occhiello della gastronomia regionale: il maiale. La stagione del porco (che si apre a dicembre) rappresenta, non a caso, il culmine della suprema abilità con cui i norcini trasformano i resti dell’animale in una vasta gamma di prelibatezze, come le salsicce e i deliziosi prosciutti.
Eccellenti anche i formaggi: tipici quelli caprini, freschi o stagionati, da mangiare al coltello o da sciogliere come condimento nei piatti di pasta. Ottimi la scamorza, i pecorini stagionati e i formaggi di fossa. Meglio ancora se accompagnati da un bicchiere di vino: Sagrantino di Montefalco, Grechetto di Assisi o Vernaccia.
Altri due fiori all’occhiello della cucina umbra sono le lenticchie di Castelluccio, piccolissime e molto pregiate, e il tartufo, che si sposa un po’ con tutte le pietanze.
E infine, ovviamente, la lunga lista dei dolci caratteristici: torciglioni di mandorle macinate, il panpepato, il torcolo di San Costanzo (delizia tempestata di canditi, uvetta e anice), la pinoccata a base di pinoli, la ciaramicola e il faratu de fare (sanguinaccio di farro). Per poi concludere il tutto con un bacio…di cioccolato perugina, naturalmente.